Specializzazioni

Sostegno psicologico e terapia individuale

La famiglia rappresenta l’ambito privilegiato in cui avviene la formazione emotiva e la socializzazione dell’individuo ed insieme alla scuola è investita anche della grande responsabilità di formare gli adulti del domani.

Essere genitori è un compito delicato, una conoscenza che si apprende con pazienza sul campo, inoltre, le trasformazioni a cui la nostra società è sottoposta rendono impegnativo (a volte difficile) gestire i momenti di crescita dei nostri ragazzi, una competenza che affonda le radici in un campo relazionale denso di emozioni anche personali.

Si tratta di relazioni complesse, di situazioni sempre nuove che richiedono responsabilità, energia e creatività, ma soprattutto richiedono abilità nella negoziazione nel momento in cui si entra in relazione con il giovane figlio dovendo mantenere coerenza educativa e contatto emotivo positivo in un contesto sempre in cambiamento.

Il sostegno psicologico per problematiche familiari (alta conflittualità genitori e figli, sindrome del ” nido vuoto “, ovvero quando i figli vanno a vivere per conto loro o presso l’altro genitore in caso di separazione, gelosia tra fratelli, difficoltà relazionali e comunicative nella famiglia allargata, preparazione alla nascita, elaborazione del lutto, ecc.) e Parent training (sostegno alla genitorialità per ricevere un aiuto concreto per affrontare situazioni difficili e/o piccoli e grandi problemi che il crescere figli comporta ), rappresentano una occasione per i genitori di mettersi in gioco affrontando le problematiche inerenti la crescita dei propri figli con sensibilità ed attenzione ma anche con la serenità che la conoscenza dei sentimenti propri e altrui può dare; un percorso che porterà ad interagire in modo consapevole e soprattutto capace di produrre interventi relazionali più empatici e costruttivi.

Sostegno psicologico bambini e adolescenti

Il servizio svolge un’attività di prevenzione, valutazione e sostegno psicologico rivolta a bambini, adolescenti e genitori. Nello specifico, attraverso i colloqui con i genitori e con i bambini o adolescenti, si cerca di raccogliere informazioni utili per delineare un quadro generale del bambino o dell’adolescente e del malessere che viene portato. L’attenzione viene posta sia alla personalità del bambino o dell’adolescente, che alla realtà relazionale (insegnanti, genitori, etc.) che lo circonda, realtà con la quale lavorare per aiutarlo a star meglio. Si cerca quindi di fornire un supporto emotivo sia ai genitori che al bambino o all’adolescente al fine di sbloccare e favorire la sua crescita nel modo più adeguato alla sua personalità. Il servizio si occupa quindi di problematiche legate all’età evolutiva: da difficoltà nell’apprendimento a difficoltà emotivo-comportamentali.

Tra le problematiche piu’ comuni che possono esordire nell’età evolutiva possiamo citare:

  • Disturbi d’ansia (generalizzato o specifico)
  • Disturbo d’ansia da separazione
  • Attacchi di panico
  • Dipendenza da sostanze e/o videogame
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Disturbi del comportamento
  • Disturbo dell’attenzione con/senza iperattività
  • Disturbi dell’umore
  • Disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia, discalculia)
  • Disturbi dell’alimentazione
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo post-traumatico da stress

Le difficoltà che il bambino o l’adolescente può incontrare in una particolare fase della sua vita nell’ambito scolastico, familiare e/o sociale per esempio sono: difficoltà scolastiche, rifiuto di andare a scuola, paura delle interrogazioni, paura del giudizio degli altri, problemi di socializzazione con il gruppo dei pari, bullismo, gelosie fraterne, eccessiva timidezza, comportamento oppositivo o aggressivo, comportamento troppo passivo e rinunciatario, paure infantili, incubi notturni, difficoltà ad adattarsi a una nuova situazione scolastica o familiare, ecc.

Altri servizi offerti sono:

  • Consultazione psicodiagnostica e sostegno psicologico per bambini, adolescenti e genitori
  • Consultazione per difficoltà e disturbi specifici dell’apprendimento
  • Adozione: divenire famiglia

Consulenza alla famiglia e Parent training

La famiglia rappresenta l’ambito privilegiato in cui avviene la formazione emotiva e la socializzazione dell’individuo ed insieme alla scuola è investita anche della grande responsabilità di formare gli adulti del domani.

Essere genitori è un compito delicato, una conoscenza che si apprende con pazienza sul campo, inoltre, le trasformazioni a cui la nostra società è sottoposta rendono impegnativo (a volte difficile) gestire i momenti di crescita dei nostri ragazzi, una competenza che affonda le radici in un campo relazionale denso di emozioni anche personali.

Si tratta di relazioni complesse, di situazioni sempre nuove che richiedono responsabilità, energia e creatività, ma soprattutto richiedono abilità nella negoziazione nel momento in cui si entra in relazione con il giovane figlio dovendo mantenere coerenza educativa e contatto emotivo positivo in un contesto sempre in cambiamento.

Il sostegno psicologico per problematiche familiari (alta conflittualità genitori e figli, sindrome del ” nido vuoto “, ovvero quando i figli vanno a vivere per conto loro o presso l’altro genitore in caso di separazione, gelosia tra fratelli, difficoltà relazionali e comunicative nella famiglia allargata, preparazione alla nascita, elaborazione del lutto, ecc.) e Parent training (sostegno alla genitorialità per ricevere un aiuto concreto per affrontare situazioni difficili e/o piccoli e grandi problemi che il crescere figli comporta ), rappresentano una occasione per i genitori di mettersi in gioco affrontando le problematiche inerenti la crescita dei propri figli con sensibilità ed attenzione ma anche con la serenità che la conoscenza dei sentimenti propri e altrui può dare; un percorso che porterà ad interagire in modo consapevole e soprattutto capace di produrre interventi relazionali più empatici e costruttivi.

Terapia di coppia

Ci sono dei momenti della vita di coppia in cui i partner interagiscono con modalità che generano sofferenza reciproca. Ognuno rischia di concentrarsi sulle colpe dell’altro; i partner possono sfinirsi a vicenda con discussioni e litigi che ripetono lo stesso copione, con la sensazione di un’incomprensione reciproca senza fine. Il sostegno psicologico di coppia permette la presa di coscienza delle dinamiche che caratterizzano la coppia, con attenzione a quelle che mantengono uno stato di sofferenza nella relazione. Per i partner è fondamentale capire cosa sta succedendo tra loro e come ciascuno contribuisca a bloccare le possibilità di cambiamento.

La terapia di coppia mira a ristabilire, recuperare o generare quelle risorse che permettono al legame di tornare ad essere fonte di benessere per i partner favorendone lo sviluppo emotivo e la crescita personale.

Nel corso di una consulenza di coppia, si può far luce su alcuni momenti della vita di coppia che possono portare o conducono a crisi diverse, come ad esempio:

  • Dall’innamoramento all’amore: la fase di innamoramento porta una naturale idealizzazione dell’altro. Quando ci si conosce più intimamente, nasce una visione più realistica del partner, in cui si notano caratteristiche che possono anche non piacere. Questo processo genera una crisi se c’è una delusione elevata rispetto all’idillio iniziale.
  • La convivenza o il matrimonio: iniziare a vivere sotto lo stesso tetto implica una condivisione di tempi e spazi assai più elevata. Questa nuova condizione può scatenare in alcuni sensazioni di “perdita della propria indipendenza”, di “legame che soffoca”.
  • Diventare genitori: l’arrivo del neonato, irrompe nel rapporto di coppia con i suoi bisogni. Questo è un cambiamento nella vita di coppia a carattere irreversibile, che continuerà a produrre i suoi effetti man mano che il figlio cresce. La coppia ha la necessità di trovare un nuovo equilibrio, diverso da quello della vita a due.
  • Affrontare l’adolescenza dei figli: questa è una fase della vita che mette in discussione i genitori come individui e come coppia e che può scuotere gli equilibri familiari e di coppia.
  • L’effetto del “nido vuoto”: quando i figli se ne vanno di casa per costruire una propria vita indipendente, la coppia si ritrova a vivere nuovamente nella sola dimensione a due cui potrebbe in qualche modo essersi disabituata, specie se i due partner hanno investito unicamente sul loro ruolo genitoriale a discapito della loro relazione di coppia.
  • Le problematiche legate alla sfera sessuale: queste assumono forme, significati e conseguenze diverse all’interno della coppia.
  • Le problematiche legate all’infertilità: quando una coppia si trova ad affrontare il problema dell’infertilità, anche attraverso i percorsi di procreazione medicalmente assistita, le angosce, le delusioni e il senso di inadeguatezza possono irrompere nel rapporto tra i partner.
  • La malattia grave di uno dei partner: possono svilupparsi modificazioni sostanziali dei delicati equilibri di coppia, che disorientano i partner rispetto al loro modo di relazionarsi prima della malattia.

EMDR

L’EMDR è una efficace tecnica di psicoterapia che si è sviluppata negli ultimi venticinque anni ed è utilizzata in particolare per elaborare psicologicamente esperienze traumatiche di diverso genere. Esse possono per esempio riguardare abusi o carenze affettive di cui si è sofferto da piccoli, propri comportamenti per cui ci si sente in colpa, incidenti o violenze a cui si è assistito, luttiper la morte di persone care, insuccessi scolastici o lavorativi, delusioni amorose, problemi relazionali, disturbi d’ansia, attacchi di panico, dipendenze, ecc.

Spesso chi ha provato questo genere di esperienze sente che esse influenzano emotivamente la propria vita attuale al di là di tutti i possibili ragionamenti. L’EMDR risulta straordinariamente efficace nel modificare l’intensità e la qualità delle emozioni connesse con questi ricordi in modo che esse risultino più adeguate per il soggetto.

La teoria sottostante all’EMDR ipotizza che alcuni traumi possano rimanere come “congelati” nel cervello, non avendo così la possibilità di integrarsi con le altre esperienze e conoscenze di cui la persona potrebbe servirsi, mantenendo quindi intatta la loro carica emotiva negativa. L’EMDR sembra favorire una naturale rielaborazione e integrazione dell’esperienza nel soggetto in modo simile a quanto avviene nella fase REM del sonno, quella in cui si sogna e che è caratterizzata da rapidi movimenti oculari spontanei.

Concretamente l’EMDR consiste nell’individuare alcuni ricordi o immagini in qualche modo disturbanti, su cui viene effettuato un lavoro di rielaborazione. Quest’ultimo viene svolto seguendo un preciso protocollo di intervento che prevede anche una cosiddetta “stimolazione bilaterale”, che può consistere in un tamburellamento sulle ginocchia del paziente, un movimento delle dita da seguire con gli occhi o un suono alternato fra orecchio destro e sinistro ascoltato tramite una cuffia. In tutti questi casi sembrano venir stimolati in modo alternato l’emisfero destro e quello sinistro del cervello.

Questa stimolazione bilaterale rappresenta sicuramente l’aspetto più particolare e suggestivo della metodologia, da cui deriva anche l’acronimo inglese EMDR, che significa “desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari”. L’EMDR viene a volte confuso con l’ipnosi da cui però si differenzia nettamente perché il soggetto viene semplicemente posto nelle condizioni di seguire il proprio naturale flusso di pensieri (che in precedenza rimaneva bloccato) senza subire alcuna suggestione esterna; nell’EMDR il cliente assume quindi sempre un ruolo estremamente attivo ed è in grado di interrompere il trattamento in qualsiasi momento qualora lo desideri.

Essendo una forma di psicoterapia relativamente nuova, l’EMDR ha suscitato un’intensa mole di ricerche volta ad approfondire meglio le ragioni della grande efficacia clinica riscontrata e i sottostanti meccanismi di funzionamento implicati.

L’EMDR è l’unica forma di psicoterapia di cui sia stata attualmente dimostrata nella letteratura scientifica internazionale l’efficacia su base neurobiologica. Più specificatamente, nella ricerca pubblicata a settembre 2012 da Pagani et al. su Plus One di Science, le immagini di diverse elettroencefalografie, prima e dopo una seduta di EMDR, indicano che prima del trattamento EMDR nel cervello si attivano durante la rievocazione del trauma le aree limbico emozionali, mentre dopo il trattamento EMDR si attivano invece semplicemente le aree cognitive, dimostrando quindi l’esistenza di una base neurobiologica alla trasformazione esperita dai soggetti della memoria traumatica da emozionale (fonte quindi di disturbo e riattivazione nel presente) a mentale (percepita unicamente come un ricordo appartenente ormai al passato).

Di recente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto in modo ufficiale l’EMDR come un trattamento particolarmente efficace per il trattamento di traumi psicologici e del disturbo post traumatico da stress. In Italia, come in tutto il resto del mondo, negli ultimi anni l’EMDR si è sempre più diffuso e viene ora utilizzato come trattamento di riferimento in molte Aziende Sanitarie Locali, Ospedali e centri d’eccellenza privati.

A nostro personale parere l’EMDR rappresenta un utile strumento in più a disposizione del terapeuta. In alcuni percorsi di psicoterapia può costituire una risorsa eccezzionalmente preziosa, in altri percorsi può essere magari preferibile utilizzare una metodologia differente: tutto dipende dalla situazione specifica e dalla strada che psicologo e paziente decidono insieme di percorrere per giungere all’obiettivo desiderato.

Anche l’EMDR, come ogni altra tecnica di psicoterapia, è essenziale sia applicata da un professionista esperto e qualificato. La dott.ssa Marilena Porcelli, psicologa e psicoterapeuta, è certificata come “EMDR Therapist” , ha seguito corsi di aggiornamento, workshop e convegni su diversi specifici aspetti di questa metodologia proposte dall’Associazione per l’EMDR in Italia.

Mindfulness

“Vivere è la cosa più rara del mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla di più”

(Oscar Wild)

L’attività della mente è intensa e continua e, molto spesso, non è collegata alla realtà presente…

La mente vaga trasportandoci in luoghi molto lontani dal “qui e ora”.

Tende a rimuginare e a giudicare in continuazione qualsiasi cosa: noi stessi, gli altri, il mondo, il passato, il presente e il futuro.

Viviamo la maggior parte del nostro tempo con il pilota automatico. Il nostro corpo è presente, fa le cose in maniera automatica, ma la mente non c’è. Il problema nasce nel momento in cui smettiamo di vivere il presente perché rimuginiamo sul passato o perché siamo eccessivamente proiettati nel futuro.

Mindfulness significa prestare attenzione in modo specifico: con intenzionalità, nel momento del presente e senza giudizio. Questa pratica ci permette di comprendere che i pensieri vanno e vengono. I pensieri sono solo pensieri, e noi non siamo i nostri pensieri.
Gli esercizi di Mindfulness all’interno della psicoterapia permettono di migliorare la consapevolezza circa gli schemi di pensiero negativo prima che questi travolgono la persona e la risucchiano in una spirale discendente. In poche parole, permettono di riprendere il controllo della nostra vita.